Diritti e doveri
Tra munizioni al fosforo bianco usate sui civili, basi Nato colpite, altri crimini contro l’umanità e referendum alle porte, buona settimana con le Weekly Pills!
Secondo l’organizzazione non governativa, Human Rights Watch, Israele ha - illegalmente - usato munizioni al fosforo bianco nel Libano meridionale. Sempre sulla scia dell’illegalità, il database nazionale ucraino “Figli della guerra” ha denunciato il rapimento di migliaia di bambini ucraini dai territori posti sotto occupazione russa.
In Medio Oriente, il conflitto sta continuando e, nei giorni scorsi, un drone iraniano ha colpito la base italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Nel mentre, in Iran, la nuova guida Mojtaba Khamenei si è “rivolta” alla nazione, con un messaggio veicolato attraverso la televisione.
In Italia, invece, il 22 e il 23 marzo si voterà il referendum sulla “giustizia”. E se non avete ancora le idee chiare, abbiamo fatto una guida per aiutarvi a votare consapevolmente, che potete leggere qui. Non solo, abbiamo anche realizzato anche un vodcast, disponibile su YouTube e su tutte le piattaforme di streaming.A volte, vivere in un mondo iperconnesso può essere estenuante. Il flusso costante di informazioni e di stimoli può farci sentire sovraccarichi, lasciando emergere la necessità di staccare. Noi di Factanza stiamo conducendo un sondaggio proprio sul tema della disconnessione dagli smartphone e dai social media. Se volete contribuire, potete cliccare qui.
Appuntamenti improrogabili
Manca poco più di una settimana a quello che, probabilmente, sarà l’ultimo grande appuntamento alle urne prima della fine del mandato del governo Meloni: il referendum sulla “giustizia”.
Il 22 e il 23 marzo saremo chiamati alle urne per confermare o rifiutare la riforma della Costituzione su alcuni punti concernenti la magistratura. Si tratta di un referendum “confermativo”, per il quale non è previsto quorum - per capirci, vince l’opzione che ottiene più voti.
Innanzitutto, c’è da sottolineare che tra i punti su cui interviene il referendum non c’è direttamente la natura indipendente e autonoma della magistratura, che continuerà a essere protetta dalla nostra Costituzione. Questo è un tema fondamentale, perché l’indipendenza della giustizia è un pilastro essenziale per la democrazia. Lo aveva compreso il filosofo politico Montesquieu già nel XVIII secolo, quando postulò la teoria della separazione dei poteri: per lui, il potere legislativo, esecutivo e giudiziario dovevano essere differenziati, in un sistema di pesi e contrappesi.
Ma quindi, con questo referendum, cosa cambierebbe?
Parlando del referendum, il dibattito politico si è focalizzato molto sulla “separazione delle carriere”. In realtà, questo è solo uno dei punti che la riforma andrebbe a toccare.
Per sintetizzare - e senza entrare nel dettaglio - le modifiche riguarderebbero: la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante (quindi, giudice e pubblico ministero), un meccanismo di selezione dei membri del Consiglio superiore della magistratura basato sul sorteggio e lo sdoppiamento di questo organo di autogoverno e, da ultimo, la creazione dell’Alta corte disciplinare (incaricata, appunto, della gestione del nuovo sistema disciplinare).
Queste proposte sono presentate in forma generale. Attualmente, mancano ancora molti dettagli: ad esempio, non sappiamo come verranno gestiti i concorsi per le due carriere una volta che saranno separate, né ci sono informazioni sul funzionamento dei sorteggi. In sostanza, molte questioni verrebbero rimandate a leggi ordinarie o decreti attuativi futuri.
In ogni caso, questa non è la prima volta che la classe politica, di diverso colore, ha avanzato l’intenzione di modificare l’assetto della magistratura. Tuttavia, il dibattito politico attorno a questo potere e, soprattutto, alla separazione delle carriere, è diventato particolarmente vivace a partire dall’ascesa in politica di Silvio Berlusconi. Spesso avanzando attacchi nei confronti dei magistrati, l’ex leader di Forza Italia ha reso questo tema una rivendicazione del “centro-destra”. Anche per questo, un’eventuale vittoria del “sì” rappresenterebbe un successo significativo per il governo Meloni, che diventerebbe così l’artefice del raggiungimento di questo obiettivo.
Insomma, attorno a questo appuntamento al voto c’è molta carne al fuoco: c’è chi voterà per ragioni politiche e chi, invece, si soffermerà sulle questioni più tecniche, a loro volta molto discusse. Non a caso, sono gli stessi esperti ad avere posizioni molto differenti sia sul “sì” che sul “no”.
Per questo, per aiutarvi a schiarire le idee in tutta questa complessità e votare nel modo più consapevole possibile, abbiamo realizzato una guida pratica al voto, che potete trovare qui, e anche un vodcast. Lo trovate su YouTube e su tutte le piattaforme di streaming.
Ps. Andiamo a votare e ricordiamoci di non dare per scontata la nostra democrazia.
Nel resto del mondo
Armi proibite: Human Rights Watch ha denunciato l’utilizzo di munizioni al fosforo bianco in aree residenziali del sud del Libano da parte di Israele. Gli effetti incendiari di questa sostanza possono causare “morte o ferite gravi che si traducono in sofferenze permanenti”.
Erbil sotto attacco: lo scorso mercoledì, la base italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno, è stata colpita da un drone iraniano, senza causare morti o feriti. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha fatto sapere che, in realtà, a essere attaccata è stata “una base della Nato” e, quindi, “anche statunitense”.
Ancora crimini contro l’umanità: secondo il database ucraino “Figli della guerra”, la Russia avrebbe rapito circa 20mila bambini ucraini dall’inizio del conflitto in Ucraina, nel febbraio 2022. Secondo un’indagine dell’Onu, la “deportazione forzata” e “il trasferimento di bambini” rappresentano un “crimine contro l’umanità”.
Messaggio informativo: la nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha parlato per la prima volta alla nazione, attraverso la voce di una presentatrice televisiva che ne ha letto il messaggio, in cui sono presenti minacce nei confronti dei suoi antagonisti.
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